La Corte costituzionale italiana nella sentenza nr. La storia e le caratteristiche del dialetto veneziano. Questa soluzione aveva indubbiamente il vantaggio di essere neutrale rispetto ai diversi esiti che la C latina seguita da E ed I ha avuto nelle parlate venete; così la parola scritta 〈cena〉 poteva essere letta /ˈsena/ a Venezia e nel Veneto centrale, /ˈθena/ nel Veneto settentrionale o /ˈʦɛna/ nell'alto Polesine, nel basso Veronese e a Trieste, analogamente alle differenze di pronuncia che, per la stessa parola, si riscontrano in spagnolo fra castigliani, andalusi o latino-americani. (maschile singolare), Pàrleła? Molti di noi al liceo hanno dovuto soffrire o gioire su un curioso testo ambientato nella Trieste asburgica della fine dell'800. Un celebre avvocato veneziano, da tempo in quiescenza, usava spesso – non si sa se per vezzo neologistico o per oggettiva esistenza del termine – l’aggettivo smarà … A partire dal XIII secolo si aggiunsero anche il toscano (che a sua volta aveva assorbito e rielaborato la produzione della scuola siciliana), il catalano (inizialmente poco distinto dall'occitano), lo spagnolo e il gallego-portoghese. Stato buono-discreto (strappo al margine inferiore destro della prima di sovraccoperta con leggero segno di piegatura). Nelle parlate di alcuni centri del Veneto Orientale, invece, si nota un certo apporto del friulano. A Est, il veneto era parlato in Istria (ora Croazia) e in Dalmazia (ora Croazia), dove la lingua dalmata ha origini dirette dalla lingua veneta. La lingua ufficiale in Veneto divenne il tedesco dell’Austria, ed il veneto divenne “un dialetto della lingua tedesca-austriaca parlato nelle regioni del sud dell’impero [..]. Dialects of the Venetian language (Dialetti della Lingua Veneta), Veneto Talian (settentrionale), Brasile Venetian Talian dialect (northern), Brazil, Dialetto veneto chipilegno (gruppo settentrionale), Messico. Il veneto viene parlato da c… vocabolario italiano veneto, dialetto veneto, lingua veneta. [19] Il dialetto veneto-udinese, pur essendo stato inserito nella legge regionale 5 del 2010 quale patrimonio culturale della regione Friuli Venezia Giulia, ha visto il numero dei parlanti ridursi drasticamente e il suo prestigio declinare quasi del tutto. La Grafia DECA è stata resa ufficiale dalla Regione Veneto sotto il nome di "Grafia Veneta Internazionale Moderna", per voto unanime della Commissione Grafia e Toponomastica della lingua veneta il 14 dicembre 2017 ed è disponibile online. Tali isole o influenze della lingua veneta sono ravvisabili anche in zone più vicine come evidenziato in “Di qualche tratto «veneto» nell’italiano regionale bergamasco” scritto da Berruto, Gaetano (1983). Tutte le lingue romanze (sia moderne sia antiche) presentano il fenomeno dei pronomi clitici per l'oggetto diretto e indiretto, alcune anche per altri complementi;[54] tipico dei dialetti italiani settentrionali, invece, è l'uso dei pronomi clitici per il soggetto. Jump to navigation Jump to search. L'UNESCO, assieme al Consiglio d'Europa[senza fonte], riconosce e inserisce il veneto nel Red Book of Endangered Languages, annoverandolo fra le lingue minoritarie[senza fonte] meritevoli di tutela. Non tutte le parlate tradizionali diffuse in Veneto sono dialetti della lingua veneta. Dialetto-veneto.it si trova in Italia, Arezzo ed è ospitato nella rete di . Nella provincia di Belluno centrale (Agordino e Zoldano) si parla un dialetto di transizione veneto-ladino, che diventa decisamente ladino spostandosi verso nord (alto Cordevole e Cadore). Dialetto Veneziano. A seconda delle varianti, la sintassi delle interrogative dirette presenta alcune differenze, che comunque non pregiudicano la comprensione fra parlanti di vari dialetti: in alcune zone, ad esempio nella parte orientale della Marca Trevigiana fino al confine con il Friuli, i pronomi interrogativi sono collocati in fine di frase («Fatu che?», «Situ chi?», «Vatu 'ndove?», «Manjène cosa?»; anche nel bellunese sono posti alla fine della frase: «Vatu onde?», «Manjone che?»), mentre in altre varianti essi risalgono in prima posizione («'Sa fèto / Cosa fatu?», «Chi situ?», «'Ndo vètu / 'Ndove vatu?»; in queste ultime zone l'interrogativo finale esiste ma solo come forma rinforzata). Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto, Legge regionale 17 febbraio 2010, n. 5. '), «Vùtu far?» ('Che cosa vuoi fare? Nel Medioevo con l’istituzione e l’espansione della Repubblica Veneta il veneto diventa la base della lingua franca per i commerci nel Mediterraneo. Il pronome o avverbio interrogativo può addirittura scomparire e la sola fusione della forma verbale con quella pronomica indica il senso dell'interrogazione, come in espressioni tipiche di Treviso come «Ditu?», «Situ 'ndà?», «Gatu visto/manjà?», o del veneto centrale come «Dìzito?», «Sito 'ndà?», «Ghèto visto/manjà?», e le forme dissociate «Te dizi?», «Te si 'ndà?», «Te ga visto?», «Te gà manjà?». Il veneto viene parlato da comunità di mercanti in tutta la costa dalmata, in Albania, Creta, Cipro ed altre isole greche. La Repubblica di Venezia, che è durata oltre mille anni, non ha mai imposto una lingua ufficiale nei territori controllati, sia in virtù della forte ispirazione federalista della sua amministrazione sia per la molteplicità delle popolazioni coinvolte che andavano dalle isole dell’Egeo alla profonda pianura padana. Alcune varianti possiedono la particella A, di origine incerta, utilizzata per rafforzare i verbi o presentarli come novità: «A te sì bravo» ('Sei proprio/veramente bravo! Il veneto, in particolare nella sua variante veneziana, ha goduto di ampia diffusione internazionale grazie ai commerci della Serenissima Repubblica di Venezia, soprattutto nel Rinascimento, diventando per un certo periodo una delle lingue franche di buona parte del Mar Mediterraneo, soprattutto in ambito commerciale. In quel periodo c’erano 3 lingue o dialetti presenti nel territorio Veneto: il dialetto “Veneto Aulico-Veneziano” , il dialetto “Toscano con forti influenze Venete” ed il Latino, che comunque sopravvisse solo fino al 1600. 81 del 20 marzo 2018 [37], nel dichiarare incostituzionale la L.r. Le attività di valorizzazione culturale previste dalla legge hanno come scopo (art.1 comma 2): «2. Il dato indica i discendenti di origine veneta. In alcuni dialetti, in casi limitati, esso può essere sostituito da /r/. La diffusione dei giornali, soprattutto in lingua italiana o tedesca, porta la borghesia veneta ad utilizzare l’italiano. Brasile – la variante brasiliana della lingua veneta, il talian, è riconosciuto dallo Stato Federale del Rio Grande do Sul dal 2012 e dallo Stato del Brasile dal 2014. Encyclopedia of the Stateless Nations: S-Z, Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine ", Profilo linguistico dei dialetti italiani, «I dialetti italiani sono dunque varietà italo-romanze indipendenti o, in altre parole, dialetti romanzi primari, categoria che si oppone a quella di dialetti secondari. Con la legge regionale n. 8 del 13 aprile 2007, sulla "Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto", approvata dal Consiglio regionale a larghissima maggioranza, la Regione del Veneto si è attivata per la salvaguardia del suo patrimonio linguistico e ha stanziato fondi per la sua tutela. '), «A no l'è mai contento» ('Non è proprio mai contento! L'autore di questo testo è un signore ebreo nato in una famiglia italiana e tedesca. Nel basso Polesine (la cosiddetta Transpadana ferrarese) si notano profondi influssi emiliani, mentre tratti lombardi sono presenti nelle parlate della riva veronese del Garda. Il veneto[8] (nome nativo vèneto, codice ISO 639-3 vec) è una lingua romanza[9][10] parlata comunemente in Italia nord-orientale da poco più di due milioni di persone,[5] che sono circa la metà dei parlanti nel mondo. Lo Stato Italiano, sia con lo Statuto della Regione Veneto, sia con numerose successive convenzioni, si è impegnato ed è obbligato, a rispettare la lingua veneta come autonoma, storicamente determinata, appartenente ad una specifica comunità territorialmente insediata già prima della sua stessa esistenza (profilo storico culturale), usata in maniera predominante quale lingua autoctona. Al di fuori del Veneto, dal 1981 la regione Friuli Venezia Giulia al primo comma dell'articolo 25 della legge regionale n. 68 del 1981, "Interventi regionali per lo sviluppo e la diffusione delle attività culturali" valorizzava, esclusivamente sul piano culturale, accanto alla lingua italiana, oltre che la lingua friulana, anche «le culture locali di origine slovena, tedesca e veneta». 〈a〉, 〈b〉, 〈c〉, 〈d〉, 〈e〉, 〈f〉, 〈g〉, 〈h〉, 〈i〉, 〈j〉, 〈l〉, 〈ł〉, 〈m〉, 〈n〉, 〈o〉, 〈p〉, 〈r〉, 〈s〉, 〈t〉, 〈u〉, 〈v〉, 〈z〉. cavarse fora (letteralmente "togliersi fuori"), 'abbandonare una situazione divenuta difficile (o che si prevede lo sarà)'; broar sù (letteralmente "scottarsi sopra"), 'lavare le stoviglie'. Sebbene il veneto rappresenti l'idioma tipico dell'omonima regione italiana, i suoi confini linguistici non corrispondono a quelli amministrativi. Nelle varianti feltrino-bellunese, pordenonese, veronese, e nel Polesine, viene sempre pronunciata /l/. L'alfabeto prevede i seguenti grafemi:[53]. Fastu? Il primo obbiettivo è la definizione di una grafia standard per il veneto, di una grammatica e di un dizionario. Chiplean Venetian dialect (Northern group),Mexico, Minoranze venete in Slavonia Quando la ‘Serenissima’ iniziò a scrivere documenti ufficiali e legali in Veneto, era implicitamente riconosciuto che la lingua Veneta era una lingua. libro: novo! Leggi tutti De ogni dì Nadale, de marti carnevale, de mercore Quaresima, de giove settuagesima, e Pasqua?...sol de domenega! Prima fra tutte, la grande vicinanza strutturale del veneto all'italiano, che non ne rende eccessivamente difficoltosa la comprensione da parte dei non venetofoni; seconda, la prevalenza di centri abitati piccoli e medi, che ha contribuito a mantenere vive le tradizioni locali; terza, il fatto che dal Veneto si sia sviluppata una forte emigrazione, mentre l'immigrazione nella regione è stata molto scarsa fino agli anni settanta, cosicché le parlate locali hanno mantenuto un ruolo vitale;[28] infine, occorre ricordare l'uso del veneto lungo i secoli, a volte anche in situazioni formali nei tempi della Repubblica di Venezia,[21] e una produzione letteraria sporadica eppure continua nel tempo. Le parole con questo tipo di variazione contrastano con le parole non fluttuanti, che contengono solo [s] o solo [z]. Le forme composte esistevano comunque nel veneziano antico («Gastu? In Croazia e in Slovenia i parlanti in istroveneto (un veneto coloniale) hanno richiesto di essere tutelati come minoranza linguistica italiana e considerano il loro dialetto venetofono un dialetto della lingua italiana. Venezia creò, e possiamo usare questa parola, una lingua Ufficiale; molti considerano questo veneziano ufficiale del veneto come la toscanizzazione della lingua Veneta, ma non è veramente così. Testi in volgare che presentano chiare affinità con il veneto sono rintracciabili già a partire dal XIII secolo, quando in Italia non esisteva ancora un'egemonia linguistica del toscano. L'attuale lingua veneta deriva dal latino volgare parlato dagli antichi Veneti romanizzati a partire dalla fine del III secolo a.C. Nonostante la mancanza di recenti ricerche e dati ufficiali, possiamo dire che il veneto rimane oggi la lingua madre della maggioranza della popolazione sul territorio che va dal Garda fino alle Alpi Giulie passando per la costa dell’Alto Adriatico. Nel 2013 il Comune di Limena approva una delibera per richiedere alla Regione l’applicazione dei diritti di minoranza nazionale al popolo veneto, compreso il diritto di bilinguismo ufficiale veneto/italiano. !», «'Sa fèto cosa? Ti trovi qui: Home » Dialetto veneto. Caso abbastanza raro nelle lingue romanze (se si esclude il ligure, in cui avviene lo stesso fenomeno), il fonema /n/ non viene assimilato quando precede una consonante labiale, e anche nella scrittura forma le coppie 〈nb〉 e 〈np〉, anziché 〈mb〉 o 〈mp〉. Per tutte le altre parole, non si apostrofano l’apocope o l’aferesi solo vocaliche. ), risulta abrogata nella totalità degli articoli. Si sviluppò, come molti atri dialetti italiani, dal latino volgare. Nel Medioevo con l’istituzione e l’espansione della Repubblica Veneta il veneto diventa la base della lingua franca per i commerci nel Mediterraneo. canton-i, ciapar-e): ciò per uniformare le accentazioni al netto dell'apocope vocalica. Dopo la emanazione della “Dichiarazione dei diritti della persona appartenente a Etnie Nazionali, Religiose e a minoranze linguistiche” (Risoluzione 47/135 del 18 Dicembre 1992), adottata anche dalla Assemblea generale delle Nazioni Unite , una nuova dichiarazione dei diritti linguistici è stata scritta per affermare i diritti linguistici per affermare la uguaglianza di tutte le lingue e la falsa distinzione fra lingua naturale e collettiva. Ciò permette di salvaguardare la comprensibilità dell'enunciato in certe varianti in cui le vocali finali del verbo latino coniugato sono scomparse (el sent / i sent) o si sono evolute in forme intercambiabili (te parlavi = te parlava). Veneto, La rabbia e l'amore... Queste cose non si possono dire. Dopo di allora rimasero solo il Toscano ed il Veneto parlato in Veneto, che non ha nulla ha che vedere con il Venetico, un dialetto Italiano con radici Indo-Europee parlato dai Venetici. Per riportare graficamente determinate pronunce locali sono utilizzati i seguenti digrammi: L'accentazione grafica ricade sulle parole tronche che terminano in vocale, sulle sdrucciole e bisdrucciole. La lingua veneta si forma dall’evoluzione del latino parlato nell’area di sostrato venetico, dal lago di Garda al fiume Isonzo.Nell’Alto Medioevo si diffonde presto a tutte le coste dell’Alto Adriatico a scapito dell’istrioto. Tra le varianti fuori dal Veneto queste sono le principali: I Veneti emigrati all'estero hanno conservato la loro parlata tradizionale più che l'italiano, in quanto provenivano in gran parte da estrazione contadina; le generazioni successive, nate da queste ondate migratorie, hanno mantenuto i caratteri arcaici della lingua, sebbene lontani dal Veneto: nel Rio Grande do Sul, ad esempio, l'idioma veneto viene insegnato dai genitori ai figli e viene utilizzato anche da persone di altre origini, tanto che il primo dizionario di talian (o vêneto brasileiro) fu compilato da Alberto Vitor Stawinski, un polacco nato nel 1909 a São Marcos dos Polacos, assimilatosi alla comunità locale prevalentemente di provenienza veneta.