Un vasto incendio è scoppiato nella notte in una raffineria a Filadelfia, in Pennsylvania. Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999 (un millennio fa!). Non era ancora la città di marmi che tutti i turisti vengono ad ammirare. Tacito da nel complesso un giudizio positivo su Nerone che a suo dire, anche se mediamente, si preoccupò della città, anche se il suo pensiero primario fu quello di  costruire la Domus Area, ossia la nuova residenza dell’Imperatore. [5], «Ebbe inizio in quella parte del circo vicina al Palatino e al Celio; qui attraverso le botteghe che contenevano merci combustibili, il fuoco appena acceso e sùbito rafforzato e sospinto dal vento si propagò rapidamente per tutta la lunghezza del circo. Cultura è un blog del sito Biografieonline © 2012-2021, «La cultura è un ornamento nella buona sorte ma un rifugio nell'avversa.» (Aristotele - Frasi sulla cultura), #snowday in #cernuscosulnaviglio #pianurapadana, #cheese #valcamonica #bre @valcamonica.food @onafi, Sopravvissuto. Nerone, allora ad Anzio, rientrò a Roma solo quando il fuoco si stava avvicinando alla residenza, che aveva edificato per congiungere il Palazzo coi giardini di Mecenate. [3] Cizek sostiene che il primo incendio durò per sei giorni e poi continuò per altri tre nel solo Campo Marzio. Tacito menziona tuttavia anche dei personaggi che avrebbero impedito con minacce di spegnere le fiamme, o addirittura le avrebbero attizzate, dichiarando di star obbedendo agli ordini: lo storico ipotizza che si potesse trattare sia di saccheggiatori intenti alla propria opera, ovvero di ordini effettivamente emessi: «Nec quisquam defendere audebat, crebris multorum minis restinguere prohibentium, et quia alii palam faces iaciebant atque esse sibi auctorem vociferabantur, sive ut raptus licentius exercerent seu iussu.», «Nessuno poi osava combattere il fuoco, per le ripetute minacce di molti che proibivano di spegnerlo e perché vi erano altri che apertamente lanciavano fiaccole e gridavano d'aver ricevuto ordine di farlo, sia per rubare più facilmente sia effettivamente per aver ricevuto ordini in tal senso.», Nerone, che si trovava ad Anzio, sarebbe tornato in città quando le fiamme ormai lambivano la Domus Transitoria, la residenza che aveva costruito per congiungere i palazzi del Palatino agli Horti Maecenatis, e non sarebbe riuscito a salvarla. Noto ai più soltanto come Nerone gli si imputa la colpa di aver incendiato Roma. [4] Elenca quindi alcuni antichi templi (tra cui quello della Luna, fatto erigere da Servio Tullio; quello di Giove Statore dell'epoca di Romolo) e santuari andati perduti (come l'ara massima di Ercole invitto e un santuario di Vesta con i penati del popolo romano), oltre alla Regia di Numa Pompilio, e cita le opere di arte greca e i testi antichi scomparsi. Incendio di Roma: è davvero stato Nerone? Ma quale fu la causa dello scoppio dell'incendio? Iniziato nella notte tra il 18 e il 19 luglio, fu una catastrofe: passeranno 10 lunghi giorni prima che l’incendio sia completamente domato. Tutti gli articoli dall'Italia trovati da Glonaabot con tag #Nerone. Sullo sfondo Nerone e le rovine della città in fiamme, da un dipinto di Karl Theodor von Piloty (1861 ca. Pieter Willem van der Horst, review of Otto Zwierlein, L'incendio di Roma e la congiura di Pisone. [21] La riedificazione degli edifici sarebbe infine stata incentivata da premi in denaro, che potevano essere riscossi entro un anno, una volta completata la casa. Il giallo dell’incendio di Nerone ... Tanto sangue spiega perché, quando nel 64 dopo Cristo gran parte di Roma andò distrutta in un incendio, la voce pubblica accusasse Nerone di avere egli stesso appiccato il fuoco all’Urbe. Parole che Alberto Angela ha seminato accuratamente nelle … I più arditi storici come il tedesco Gerhard Baudy, sostengono invece che l’incendio fu appiccato dai cristiani per far avverare una loro profezia apocalittica sulla distruzione di Roma. [35], Infine si citano le contribuzioni, volontarie o sollecitate, per la ricostruzione, da parte di comunità o di privati cittadini, che Nerone stesso raccolse. [24], Secondo lo storico Tacito inoltre nessuno di questi provvedimenti riusciva a sopire le voci sui sospetti della colpevolezza dell'imperatore nello scoppio dell'incendio:[26]. Giacché tutti i film raccontano questo, non c’è niente da fare. Delle quattordici regioni (quartieri) che componevano la città, tre (la III, Iside e Serapis, attuale colle Oppio, la XI, Circo Massimo, e la X, Palatino) furono totalmente distrutte, mentre in altre sette rimanevano solo pochi ruderi rovinati dal fuoco. Lo storico Svetonio nella sua opera sui primi imperatori (De vita Caesarum, anche conosciuta con il titolo italiano di "Vite dei dodici Cesari"), nella vita dedicata a Nerone, ci offre un breve resoconto dell'incendio, fortemente ostile verso questo imperatore: lo accusa direttamente di aver incendiato la città, in quanto disgustato dalla bruttezza degli antichi edifici e dalle vie strette: «nam quasi offensus deformitate veterum aedificiorum et angustiis flexurisque vicorum, incendit urbem.». ROMA 64 d.C., 9 GIORNI A LUGLIO: IL GRANDE INCENDIO. ", La ricostruzione della città viene descritta a partire dalla Domus aurea, la nuova residenza che l'imperatore si sarebbe fatto edificare approfittando del disastro. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 21 dic 2020 alle 19:06. [29], Il resoconto dell'incendio inizia riferendo come da lungo tempo Nerone accarezzasse l'idea di veder perire una città tra le fiamme durante la sua vita, come Priamo di Troia. Si pensò che fosse stato l'imperatore stesso a dare l'ordine di iniziare l'incendio. Morti 4 bambini Il fuoco ha completamente distrutto otto case a schiera nei sobborghi della città. «Sequitur clades, forte an dolo principis incertum (nam utrumque auctores prodidere), sed omnibus, quae huic urbi per violentiam ignium acciderunt, gravior atque atrocior.», «In seguito si verificò - per caso o per la perfida volontà del principe, gli autori infatti hanno trasmesso l'una e l'altra versione - il più grave e terribile disastro fra tutti quelli che colpirono questa città per la violenza del fuoco.», «Quae quamquam popularia in inritum cadebant, quia pervaserat rumor ipso tempore flagrantis urbis inisse eum domesticam scaenam et cecinisse Troianum excidium, praesentia mala vetustis cladibus adsimulantem.», «Misure che, benché dirette al popolo, non gli giovarono, poiché s'era sparsa la voce che nel momento stesso in cui la città bruciava egli fosse salito sul palcoscenico del palazzo e si fosse messo a cantare la caduta di Troia, assimilando le sciagure presenti agli antichissimi lutti.», L'incendio, iniziato presso il Circo Massimo, sarebbe stato alimentato dal vento e dalle merci delle botteghe, estendendosi rapidamente all'intero edificio. [1]) nella zona del Circo Massimo e infuriò per sei giorni (secondo Tacito e Svetonio[2]), propagandosi in quasi tutta la città. I soccorsi sarebbero stati ostacolati dal gran numero di abitanti in fuga e dalle vie strette e tortuose.[9][13]. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. Secondo gli storici infatti, Nerone non considerava Roma all’altezza dei suoi canoni di bellezza e per lui era necessario intervenire drasticamente, effettuando un notevole cambiamento urbanistico, spazzando via tutto il vecchio. In breve tempo le fiamme, sviluppatesi al Circo Massimo, nella zona tra Celio e Palatino, divennero un fronte di fuoco compatto e invalicabile, impossibile da domare, che devastò la … Recentemente uno studioso italiano, Dimitri Landeschi, attraverso una accurata ricostruzione storica dei drammatici avvenimenti che si svolsero a Roma negli anni 64 e 65 d.C., ha avanzato l'ipotesi che ad incendiare Roma non fosse stato Nerone ma, con ogni probabilità, un pugno di fanatici appartenenti alla frangia più estremista della comunità cristiana di Roma, con la complicità morale di taluni ambienti dell'aristocrazia senatoria, in mezzo a cui si celavano i veri ispiratori di quella scellerata operazione. [22], L'imperatore si sarebbe inoltre occupato di far sgombrare le macerie, facendole portare nelle paludi di Ostia nei viaggi di ritorno delle navi che risalivano il Tevere verso Roma con il grano. Svetonio riporta quindi una serie di avvenimenti, in genere citati anche da Tacito, dandone tuttavia un'interpretazione fortemente ostile a Nerone: Nella monumentale Storia di Roma scritta da Cassio Dione agli inizi del III secolo, i libri che trattano del regno di Nerone ci sono giunti soltanto in una epitome (riassunto), compilata dal monaco bizantino Giovanni Xiphilinus nell'XI secolo. L'incidente si è verificato alle 3.20 di notte, ora locale. Causò una distruzione diffusa in tutta la città, bruciando per oltre sei giorni. Gli edifici in pietra possono inoltre consumarsi completamente in seguito all'incendiarsi degli arredi e delle parti in legno, che prendono fuoco per i tizzoni provenienti dall'esterno. Si trattò solo di uno spiacevole incidente causale dato che Roma, soprattutto in estate, era sovente soggetta a frequenti roghi. [21] I proprietari avrebbero inoltre dovuto curare che fosse sempre pronto il necessario per spegnere gli incendi. (Qui la Seconda Parte) LE GUERRE DI NERONE - INCENDIO DI ROMA - PERSECUZIONI CRISTIANI LA CONGIURA CONTRO NERONE - LA RIVOLTA DEGLI EBREI - STRAGI IN PALESTINA LA FUGA E LA MORTE DI NERONE----- LE GUERRE DURANTE IL PRINCIPATO DI NERONE. In un secondo momento, elogia il processo di riedificazione pianificato da Nerone in modo da evitare che si verificasse nuovamente una catastrofe. Gli sfollati furono circa 200.000, diverse migliaia le insulae distrutte. In alternativa alla versione tradizionale, lo storico Gerhard Baudy, riprendendo una tesi elaborata in precedenza da Carlo Pascal e Léon Herrmann, ha esposto l'ipotesi secondo la quale furono effettivamente i cristiani ad appiccare volontariamente fuoco a Roma, allo scopo di dare seguito ad una profezia apocalittica egiziana, secondo cui il sorgere di Sirio, la stella del Canis Major, avrebbe indicato la caduta della grande malvagia città[42]. [29] Viene descritto quindi il modo in cui i suoi uomini avrebbero appiccato incendi in diverse parti della città, fingendo risse tra ubriachi o generando numerosi disordini e rendendo impossibile capire quanto stava accadendo. Dei libri scritti da moderni, è senz’altro consigliabile “Nerone” di … La responsabilità fu dell’Imperatore che avrebbe ordinato ai suoi uomini di appiccare l’incendio alla città. È la pr, @brianzabeerfestival #BBF Early in the morning. Lo spegnimento degli incendi era assicurato a Roma da un corpo di sette coorti di vigiles, che si occupavano tuttavia anche di ordine pubblico. NERONE - INCENDIO DI ROMA - ANNO 64 D.C. Nella notte del 18 luglio, un incendio si svilupp� nei quartieri poveri e malsani della città. Nerone e il progetto di riforma tributaria del 58 d.C. Nerone, il grande incendio di Roma e la congiura di Pisone, Persecuzione dei cristiani nell'Impero romano § Persecuzione di Nerone, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Grande_incendio_di_Roma&oldid=117419143, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci con modulo citazione e parametro pagine, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, gli incendiari, visti all'opera secondo Svetonio da alcuni senatori nelle loro stesse proprietà, sono direttamente identificati con i suoi servi (", gli edifici abbattuti in corrispondenza di dove poi sorgerà la ". La colpa dell'incendio venne inoltre considerata quasi unanimemente di Nerone, la cui figura ci è stata tramandata dagli storici suoi contemporanei come quella di un odioso tiranno, attribuendogli motivazioni quali il desiderio di trarre ispirazione per il suo canto dalla distruzione di una città, ovvero la necessità di trovare spazio per l'erezione della Domus Aurea, o ancora l'aspirazione a tramandare il suo nome per aver compiuto un radicale rinnovamento urbanistico della città.[41]. La notte tra il 18 e il 19 Luglio del 64 d.C., al tempo di Nerone, Roma fu distrutta da un incendio di proporzioni inaudite. Quando Nerone incendiò Roma . L’incendio scoppiato a Roma nel luglio del 64 d.C. è passato alla storia come il Grande Incendio. Numerosi edifici pubblici e monumenti andarono distrutti, insieme a circa 4.000 insulae e 132 domus.