del Colegio Nacional de Sordo-Mudos y de Ciegos, 1871, p. 585. Attualità e rischi del rapporto tra Sacro e Politico», in E. Fabbri, G. Mongini (a cura di), Il Sacro nel Novecento. L’esempio, infine, forse più significativo, tanto per l’impatto mediatico quanto per lo sforzo culturale e scientifico che ne sta alla base, è tuttavia costituito dal grande revival del calvinismo politico. Classification Dewey : 450-Italien, roumain, rhéto-romain 4: Sociologia politica, Torino, Edizioni di Comunità, 1999, entrambi ad indicem). P. Coda, «Dogma», in id., G. Filoramo, Dizionario del cristianesimo, Torino, UTET, 2006, vol. 24Tuttavia, ciò che ormai colpisce anche gli osservatori più distratti, è il prepotente ritorno delle religioni sulla scena pubblica in tutto l’Occidente, solo pochi decenni fa convinto – specie in ambito europeo – di essersi avviato sulla strada senza ritorno della più completa laicizzazione, parallela al tramonto definitivo delle religioni. Dalla guerra del Golfo alla strage di Gaza, Reggio Emilia, Diabasis, 2009. 20È un dato storico ben noto, infine, che tutte le diverse Chiese confessionali abbiano approntato, in tempi molto rapidi, meccanismi e dinamiche del tutto simili, nei quali la definizione di una sempre più stringente ortodossia confessionale generava parallelamente – e spesso esplicitamente: basti ricordare come i decreti tridentini ponessero, accanto ai dogmi ritenuti corretti e perciò costituitivi del credo cattolico, le corrispondenti formulazioni giudicate eretiche e quindi anatemizzate – un sistema di credenze o liste di «proposizioni» eterodosse e in quanto tali attivamente combattute. Tutto ciò che avviene al di fuori di essi, come spesso succede nel mondo in questo ultimo periodo, stravolge il corso naturale della storia; ritarda il perfezionamento personale; mette in crisi una convivenza sociale che sia più umana possibile. A proposito di quest’ultimo, infine, appare inevitabile osservare rapidamente come esso – tanto sul piano terminologico quanto su quello concettuale – non sia applicabile tout court al contesto specifico della crisi religiosa del Cinquecento e in generale alla prima età moderna senza una qualche mediazione concettuale e storiografica che ne circoscriva e ne precisi il senso e la portata (si cercherà di proporre qualche ipotesi in tal senso nella seconda parte di queste riflessioni). E ciò in quanto la «logica del valore» autoponente e in continua tensione verso la propria realizzazione concreta, effettuale, trasforma l’esclusività tipica dei valori in vere e proprie opposizioni morali, assolute e non negoziabili. 5 Per misurare, almeno approssimativamente, il grado di intolleranza tipico di tutte le principali confessioni religiose allora presenti in Europa (cattolica, luterana, anglicana e infine calvinista), è sufficiente osservare con quanta ostinazione e ferocia si scatenò, fin dalla metà degli anni venti del Cinquecento, la repressione del movimento anabattista. p. 81-150 (e si veda anche id., Economia e società, vol. Ma si veda anche, intorno alle difficoltà di confrontarsi con culture «altre» come quelle estremo-orientali o quelle islamiche in merito ad un concetto chiave della tradizione giuridico-politica occidentale – quello di «stato di diritto» – l’importante volume di P. Costa, D. Zolo (a cura di), Lo Stato di diritto. Questi ultimi non possono non far parte integrante dell’esistenza terrena di un individuo, pena il decadimento della persona con riflessi pesanti sull’armonia collettiva in ogni campo delle attività umane. "L’importanza agli occhi di Dio di ogni gesto e momento della vita" The post Battesimo di Gesù: “L’identità di essere “misericordiati”” appeared first on ZENIT - Italiano. Queste competenze dovrebbero consentire alle persone di comprendere meglio i progressi, i limiti e i rischi delle teorie e delle applicazioni scientifiche e della tecnologia nella società in senso lato (in relazione alla presa di decisioni, ai valori, alle questioni morali, alla cultura, ecc. 19 Cfr. Nemmeno interessa analizzare più a fondo il senso e la portata della censura di Melchor Cano riportata in apertura, che costituisce una straordinaria (e finora inavvertita dagli studiosi) chiave di lettura di un fenomeno dai contorni ancora indefiniti e tuttavia cruciale per la storia del cristianesimo europeo di matrice cattolica, ovvero la proclamazione di una frattura insanabile del linguaggio religioso e delle forme di comunicazione cattolica, i quali non potevano più – dopo la cesura costituita dall’emergere dell’eresia – nemmeno utilizzare le parole stesse del Vangelo o delle epistole di Paolo e le condannava perciò all’oblio sotto il marchio dell’eterodossia esteso al linguaggio del Nuovo Testamento. Bisogna interrogarsi con serietà sullo sfaldamento dei valori fondamentali che oggi interessa un quadro sociale piuttosto compromesso. ancora id., La giustizia dei vincitori…, op. L’Osservatore romano, venerdì 3 luglio 2009 (l’articolo di A. Besançon sul Riformatore ginevrino è disponibile all’indirizzo: http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/150q05a1.html). 28 Cfr. Mentre al contrario, nella prospettiva dell’ortodossia confessionale, quale che essa sia, la non adesione ad un dogma – che è ciò che, complessivamente, qualifica l’ «eretico» –, e quindi la necessaria credenza in un dogma diverso, fosse anche caratterizzata come assenza di credenza (che implica comunque un preventivo rifiuto), costituisce appunto in senso proprio l’ «eresia», che, in una prospettiva confessionale, appare non solo come un non-valore, ma come il massimo del dis-valore15. Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione. 6Questi, in un seminario divenuto celebre, tenutosi a Ebrach in Franconia nel 1959, affrontò in particolare il tema del rapporto tra il diritto e i valori, nella prospettiva dell’attuazione costituzionale dei valori stessi. Il giurista tedesco mostrava, con l’esempio della guerra, come il conflitto tra i valori conduca alla radicalizzazione dell’inimicizia in ostilità e, sulla base della contrapposizione tra valore e non-valore, anzi, tra valore e dis-valore, si giunga, per affermare i valori, alla necessità della simmetrica distruzione dei dis-valori, ovvero – in termini politici – alla distruzione dell’avversario, al vero e proprio annientamento del nemico6. Anche se in apparenza scintillante e ampolloso, non potrà che essere circoscritto e non in grado di coordinare la complessità della vita sociale e personale, con al centro quei valori fondamentali oggi troppo volte dimenticati. 32 Cfr. La Chiesa non può stare a guardare, anche se non ha e non deve avere competenze specifiche nei vari settori della vita pubblica, ma ha l’obbligo morale di far capire a cosa porta la negazione di valori così centrali nella struttura portante dell’umanità. anche C. Galli, Genealogia della politica. Ciò è dato già con il vincolo lessicale del termine. 25 Cfr. Bernardo di Clairvaux, Opere di San Bernardo, vol. (Eds.) P. Donati, La matrice teologica della società, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2010. “Teologie politiche dei valori: la prima età moderna e la risacralizzazione attuale dei sistemi di valori”. La tendenza dei valori all’autoaffermazione, esclusivista e discriminante, ha ritrovato il suo analogo nella persecuzione dell’eresia, vista come «nemico» supremo di una specifica credenza o articolo di fede. E ciò in quanto la «logica del valore» autoponente e in continua tensione verso la propria realizzazione concreta, effettuale, trasforma l’esclusività tipica dei valori in vere e proprie opposizioni morali, assolute e non negoziabili. Non solo in base al loro sviluppo storico […] ma anche nella loro struttura sistematica, la cui conoscenza è necessaria per una considerazione sociologica di questi concetti10. (Eds.). C’è anche chi non ritiene una necessità inoltrarsi in analisi specifiche, per non parlare di coloro che assegnano ai valori una dimensione soggettiva, mirata, cambiabile. La “guerra giusta” in Carl Schmitt tra diritto internazionale, ermeneutica storica e teologia politica», Nuova rivista storica, 93, 2009, p. 567-597. Es different. Sull’onda delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Calvino (1509), infatti, è emerso con particolare evidenza negli ultimi anni il rilancio del calvinismo politico come modello di teoria e organizzazione politica. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Di conseguenza, i governi nazionali hanno attuato con cieco rigore delle severissime quanto indiscriminate politiche di austerità, volte a comprimere – e in prospettiva a far scomparire – lo stato sociale, in specie nelle cruciali voci di spesa relative alle pensioni, alla sanità e all’istruzione, ovvero ai capisaldi del modello sociale europeo21. Schmitt insomma sottolineava che inscindibile dai valori è tanto la necessità di una loro continua valorizzazione, ossia la loro attualizzazione in quanto «valori validi» – che implica appunto che essi siano «fatti valere» – per non cadere nell’insignificanza dell’assenza di valore, e al contempo si fonda su una parallela, simmetrica e opposta, dis-valorizzazione di altri valori. 7Le considerazioni di Schmitt sulla tirannia dei valori presupponevano la lunga riflessione che egli aveva sviluppato fin dagli anni trenta sul concetto di politico e sulla teologia politica. Antologia del pensiero «impolitico», Milano, Mondadori, 1996, p. 1-19, in particolare p. 4-7. Di conseguenza8. 13 F. Volpi, «Anatomia dei valori», in C. Schmitt, La tirannia dei valori, Milano, Adelphi, 2008, p. 86. Ci sono molte teologie politiche, poiché da un lato ci sono numerose e diverse religioni, e dall’altro numerose specie e metodi diversi di politica11. Il significato della distinzione di amico e nemico è di indicare l’estremo grado di intensità di un’unione o di una separazione, di un’associazione o di una dissociazione; essa può sussistere teoricamente e praticamente senza che, nello stesso tempo, debbano venir impiegate tutte le altre distinzioni morali, estetiche, economiche o di altro tipo. In quanto tale, esso possiede una «faccia» rivolta verso il teologico, e un’altra verso il politico. U. Gastaldi, Storia dell’anabattismo, vol. cit., p. 241-247, e p. 155-185. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. L'uomo è un animale sociale e le sue azioni ei comportamenti sono governati dalla società in cui vive. Ma questo dato storico generale, inerente la carica discriminante dei sistemi di valori confessionali cristiani sullo sfondo della crisi religiosa del Cinquecento, appare troppo generale e quindi generico e deve essere ulteriormente precisato. Adolescenza (1) 1. 1, p. 9-121. cit., p. 227-247. C’è un mondo che non supera la dimensione umana e quando lo fa si avvale di un proprio “manuale” spirituale e soprannaturale, dove il concetto di obbedienza e di verità in Cristo sono molto personali, flessibili e multiformi. 12 Cfr. La sua costitutiva flessibilità – sovente dimenticata dagli studiosi – la rende uno straordinario strumento concettuale dalle feconde possibilità ermeneutiche. Inoltre, il dibattito che lacerò al loro interno le prime generazioni di teologi luterani in merito alle credenze irrinunciabili, definite fundamentalia fidei in quanto credenze necessarie alla salvezza, mostra un’ulteriore accezione terminologica, molto prossima (eccetto che per la fonte autoritativa che la emana, o che decide su di essa) al significato tecnico del «dogma» cattolico. I termini “morale” ed “etica” spesso sono utilizzati come sinonimi ma tra i due c’è una differenza sostanziale: mentre la morale considera come dati di fatto le norme e i valori, l’etica svolge su di essi una riflessione quasi speculativa dandone una spiegazione razionale.