Il romanzo ha una struttura complessa. Anche uno «spagnuolo» gli porge la stessa richiesta, e lui, dopo averci parlato, se ne allontana. [senza fonte], Audiolettura integrale di pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_fu_Mattia_Pascal&oldid=117826334, Collegamento interprogetto a Wikiquote presente ma assente su Wikidata, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Roberto Pascal, zia Scolastica, Batta Malagna, Romilda Pescatore, Marianna Dondi (vedova Pescatore), Oliva, Anselmo Paleari, Adriana Paleari, la signorina Caporale, Pinzone, Terenzio Papiano, Scipione Papiano, Gerolamo Pomino, Don Eligio Pellegrinotto. Egli è adirato con Mattia per il suo tradimento, ma il protagonista cerca di convincerlo che è stato Pomino a tradirlo, dato il sacrificio che deve compiere vivendo con Romilda e la vedova Pescatore. Luigi Pirandello Il fu Mattia Pascal L’AUTORE Luigi Pirandello nasce ad Agrigento (l'antica colonia greca di Akragas, che si chiamerà Girgenti fino al 1927) in una tenuta paterna detta 'il Caos', da Stefano Pirandello, garibaldino durante la spedizione dei Mille, e da Caterina Ricci-Gramitto, sposata nel 1863, sorella di un suo comno d'armi, di famiglia tradizionalmente antiborbonica. Il numero 67 di Dylan Dog, intitolato L'Uomo Che Visse Due Volte, è il romanzo di Pirandello in chiave horror: si narra infatti di un uomo che ha perso la memoria, un certo Matthew Pascal, che deve fare i conti con la sua metà oscura, che di nome fa Adrian Mehis. Gerolamo è spaventato da un eventuale ritorno di fiamma e appare insicuro, timoroso e impacciato col suo vecchio amico. "vado dal dentista" è complemento di moto a luogo o di moto da luogo? Cugina della "talpa" Malagna, anche a lei è attribuito un nomignolo che le si addice, "la strega". TEMA DELLA FORMA Il romanzo è il simbolo del Relativismo Orizzontale. Il fu Mattia Pascal è un'opera amara, forse pessimistica, ma sempre condotta sul filo dell'ironia, godibilissima. Quando Mattia lo incontra per la prima volta, nota il suo torso nudo "roseo, ciccioso, senza un pelo" (cap. "Il fu Mattia Pascal" presenta moltissime tematiche che possono essere oggetto di discussione ancora oggi dopo quasi un secolo dalla sua stesura. in modo che il nuovo matrimonio di Romilda non desti scandali, e quando lui torna, nessuno si meraviglia perché a questo punto che lui sia morto davvero o no non è più importante dato che ha deciso di non riprendersi la moglie. Strada facendo, pensa di recarsi a Marsiglia, da cui avrebbe potuto partire per l'America. Così, con lo pseudonimo di Adriano Meis inizia a viaggiare in Italia e poi all'estero. "E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che proietta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo credere vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Oliva si reca a casa sua per sfogarsi con la madre di Mattia per la disperazione cagionatale dal marito. La regia è di Stefano Mecca e vede Max Brembilla, Andrea Rodegher e Alessandra Spinelli in scena. (p. 92) Il protagonista narra che il nome di "Adriano Meis" gli fu offerto in treno, partito da poche ore da Alenga per Torino, viaggiando con due signori che discutevano animatamente di iconografia cristiana. Insegnante dei due Pascal, spesso complice dei due nelle loro scorribande. Nella Premessa seconda (filosofica) a mo' di scusa il protagonista decide di mettere per iscritto la sua strana vicenda: Mattia lascerà il manoscritto nella biblioteca dove aveva lavorato con l'obbligo però di aprirlo soltanto cinquant'anni dopo la sua terza, ultima e definitiva morte. [Il fu Mattia Pascal, cap. Ora lo zio si sarebbe pentito di non aver accontentato la nipote. Il racconto, scritto in prima persona Presso questa zia Mattia si ritroverà a vivere, una volta tornato a Miragno. La vera libertà è nella società. Un giorno, la ragazza, rimasta sola con lui dopo che la madre si è allontanata, gli chiede di portarla via. Ma no! Il Fu Mattia Pascal (capitoli XVII-XVIII) Vendetta Pietà Identità / non identità L'ambiente e i personaggi Mattia inizia la sua narrazione a partire dall'età di 4 anni e mezzo, quando per una febbre perse il padre in un viaggio di lavoro. La storia narrata dura sicuramente più di 2 anni (due anni e mesi, Cap. Mattia discute di forti contrasti esistenziali che lo assillano, con il signor Anselmo Paleari, come la vita, la morte, e anche la cosiddetta "lanterninosofia". Non accorgendosi degli imbrogli fatti alle sue spalle può solo facilitare la sua rovina. Zia Scolastica, membro nubile della famiglia, presentata ad inizio dell'opera, la porta via. Anche Il Teatro Prova di Bergamo, nel 2008, e nel 2019 al palazzo Litta di Milano, ne cura una riduzione teatrale, incrociando la storia del romanzo a quella del suo autore Luigi Pirandello: Io sono la tua pazzia. Scritto nel 1903, sovvenzionato dalla rivista Nuova Antologia, sulle cui pagine venne pubblicato a puntate l’anno successivo, il romanzo, come ci anticipa già il titolo stesso, ruota interamente attorno al tema, fondamentale in Pirandello, dell’identità individuale: quella di Mattia Pascal e del suo alter ego, Adriano Meis. .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}Un fatto realmente accaduto in Sicilia tra il 1853 e il 1865, pubblicato nel 1889 da un poco conosciuto scrittore siciliano, può aver dato a Pirandello l'ispirazione per Il Fu Mattia Pascal. I due luoghi principali dove si svolge la vicenda sono Miragno, suo paese natale, e Roma, dove risiede presso la famiglia Paleari. La lanterninosofia è una teoria filosofica di Luigi Pirandello, esposta nel capitolo XIII de Il fu Mattia Pascal ad opera di un personaggio, Anselmo Paleari. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, Pirandello nella scelta del cognome Pascal si sarebbe ispirato a un filosofo francese, Théophile Pascal[4] le cui opere sono presenti nella biblioteca del personaggio Anselmo Paleari. Lui si precipita a casa, dove Marianna Dondi gli dice di andare a cercare un medico. Riassunto dell’opera L’intera vicenda ruota attorno al personaggio di Mattia Pascal, protagonista e narratore della storia. Due difetti, uno fisico e uno di carattere più manuale, amministrativo, che Mattia Pascal pone molto spesso in rilievo sono il suo strabismo (un occhio, il quale, non so perché, tendeva a guardare per conto suo, altrove) e la sua incapacità (ero inetto a tutto). Daniele Aristarco è nato a Napoli nel 1977. Questi sposa Oliva, ragazza che Mattia conosce bene e con la quale intraprende una relazione adultera al fine di fare un dispetto all'amministratore che, non riuscendo ad avere eredi, attribuisce la colpa ad Oliva, senza pensare che invece sia lui stesso il "problema". Un capolavoro! In questo modo Mattia si vendica di Malagna e risarcisce Oliva. Mattia, compresa la ragione per cui Romilda gli ha detto che non avrebbero dovuto più vedersi, si sente ingannato da lei. (Ore) Giunto Batta Malagna, la vedova Pescatore lascia sola Romilda con lui. Dopo una delle consuete liti con Romilda e la vedova Pescatore, che dopo la morte della sua bambina e della madre lo disgustavano, non riuscendo più a resistere alla sua miserabile vita, Mattia fugge dal paese. Infine, decide di stabilirsi a Roma in una camera ammobiliata. -Or chi sei tu che sì ti lagni meco? Altra caratteristica di Mattia Pascal è il suo continuo peregrinare (seguitai ancora per qualche tempo a viaggiare), egli viaggia per sfuggire da una realtà che non gli appare bene definita, chiara, e quindi lo spaventa. Fu il primo grande successo di Pirandello, scritto nelle notti di veglia alla moglie, Maria Antonietta Portulano, paralizzata alle gambe. Mattia è una persona molto malinconica, questo anche perché si trova in solitudine, dunque ciò mostra anche un'inaspettata forza. Quando Mattia si sposa con Romilda non riesce a sopportare la vicinanza della violenta e bisbetica vedova Pescatore e finisce con il diventarne una vittima. A cura di Sergio Campailla Edizione integrale Il fu Mattia Pascal, il più famoso dei romanzi pirandelliani, riveste un’importanza fondamentale nella letteratura italiana del Novecento. I lanternini più grandi e colorati (ciascuno secondo la propria caratteristica) sono quelli delle ideologie, anch'essi fallaci e propensi a cadere, lasciando così l'individuo senza più capacità di giudizio, nel buio più totale, che però non esisterebbe se non fosse risultato quale contrapposizione al flebile bagliore delle lanterne: "Nell'improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s'aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d'accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele" [ibid.]. XIII]. Batta Malagna ha annunciato il prossimo arrivo del suo tanto atteso figlio. Sposata con il Malagna, che poi la vuole lasciare perché non gli ha dato figli, con lei il Mattia intrattiene una relazione sessuale a dispetto del Malagna in modo che la giovane non sia umiliata. È sicuramente antagonista, in quanto tormentatrice della vita coniugale di Mattia, ma non ha esattamente la stessa influenza che avevano i precedenti sul protagonista: ella è una delle numerose cause che condurranno Mattia alla decisione di fuga. Diventata la suocera poi si scatena contro di lui, tormentandolo ininterrottamente con i suoi rimproveri risentiti. Si ritira così dalla vita e trascorre le sue giornate nella biblioteca polverosa dove lavorava in precedenza a scrivere la sua storia e ogni tanto si reca al cimitero per portare sulla tomba del "fu Mattia Pascal" una corona di fiori. L'amico Pomino dice al protagonista di aver scambiato una discussione con una serva, scoprendo così che Malagna sta tramando qualcosa con la cugina, Marianna Dondi, vedova Pescatore; questa gli avrebbe rimproverato di non riuscire ad avere un figlio, conseguenza dovuta al rifiuto di sposare Romilda, figlia della vedova e nipote di Malagna, di cui Pomino è innamorato. L'uomo si intenerisce, ma non troppo; le dice che, essendo Romilda minorenne, è ancora sotto la potestà della madre e che potrebbe anche agire giudiziariamente contro Pascal ma giunge ad un compromesso accettando come suo il figlio che sarebbe nato da Romilda. In merito a questo possiamo aggiungere però che quando Mattia Pascal è sul treno di ritorno a Miragno da Montecarlo sul giornale “Il Foglietto” legge precedentemente a quello inerente al suicidio alla Stía altri due avvenimenti: L’imperatore tedesco aveva ricevuto a Potsdam l’ambasciata marocchina e anche lo Zar e la Zarina di Russia avevano ricevuto a Perterhof una missione Tibetana. La prima morte è quella che lo vede morto suicida nel mulino della Stìa, la seconda quella in cui "muore" il suo alter ego Adriano Meis. Si trattiene poco a casa della vedova Pescatore, per poter tornare ancora da Romilda e dalla madre, che, però, non sembra contenta dell'annuncio di una sua prossima visita. La mattina del dodicesimo giorno, Mattia viene a sapere che qualcuno si è ucciso: è un giovinetto che il protagonista conosceva, avendo entrambi giocato una volta allo stesso tavolino. Ma questo non basta. Si reca così a casa di Oliva e le mostra la lettera. La ragazza capisce che Malagna non è il vero padre del bambino che aspetta Romilda, ma Mattia le dice che lei deve far credere al marito che lui può veramente avere un figlio e la mette incinta. Romilda viene messa incinta da Mattia e lui, in seguito al loro rapporto sessuale, pensa a come preparare la madre alla notizia del suo inevitabile matrimonio. Marianna Dondi, Vedova Pescatore, esprime fin dall'inizio l'antipatia nei confronti di Mattia: "non mi parve che accogliesse con molto piacere la mia seconda visita: mi porse appena la mano: gelida mano, secca, nodosa, gialliccia". Inoltre fu riadattato sotto forma di musical da Tato Russo nel 2002. Il tipo di focalizzazione è interna. All'inizio si allontana dalla bottega, ma poi vi entra e, per curiosità, compra un opuscolo. Il consiglio di mettere per scritto il suo caso viene a Mattia dal suo amico bibliotecario, don Eligio. Possiamo tuttavia identificare dei luoghi chiave (come la Via Ripetta a Roma, Oneglia (Imperia), Nizza e Montecarlo). In pratica questi lanternini rappresentano l'idea interiore del mondo esterno, che viene assunta come unico metro di valutazione. Con la grande fortuna accumulata riuscì a comprare case, vigne e campi nel suo paesino ligure, Miragno. L'amico gli trova un lavoro: suo padre, entrato nel municipio, dice che la biblioteca di Boccamazza è in misere condizioni, e colui che se ne occupa è fisicamente debole. Viene anche specificato da Anselmo Paleari che durante la permanenza a Roma di Adriano Meis il papa è Leone XIII. La prima - muta - risale già al 1926: Il fu Mattia Pascal, per la regia del francese Marcel L'Herbier e con Ivan Mosjoukine nel ruolo di Mattia. È proprio lui che durante la seduta spiritica ruba del denaro a Mattia (12.000 lire). Giambattista Malagna, detto "la Talpa" è l'unico amico del Signor Pascal, a cui per questo la madre ha affidato l'amministrazione delle sue ricchezze dopo la morte del marito, cosa che ha naturalmente portato alla rovina della famiglia di Mattia. Aiutooooo Mi potete dire per favore che rapporti aveva con il padre e con le compagne la monaca di monaza nei promessi sposi? ? Nonostante il giovane le parli di Pomino, Romilda si innamora di Mattia, e lui ricambia l'amore. Dati i suoi colpi fortunati, una donna gli propone di giocare con lei, ma il giovane Pascal la respinge. Massimo Dapporto recitava la parte di Mattia Pascal. Il Malagna accusa Oliva di essere infertile ma, riuscendo a rimanere incinta di Mattia Pascal, egli dovette prenderla in sposa sostenendo che il figlio che ella aspettava era suo. È un amico d'infanzia di Mattia Pascal che già da ragazzo nutre un profondo affetto per Romilda Pescatore. Il fu Mattia Pascal è il libro simbolo di Pirandello ed un romanzo senza tempo: le tematiche affrontate sono valide sempre e dovunque. È molto pacata, placida, quasi infantile. Ciò che probabilmente più la preoccupa è la sorte dei suoi figli, rimasti praticamente senza nulla dopo la morte del padre e dopo che la stessa signora Pascal aveva lasciato tutte le sue ricchezze e proprietà sotto l'amministrazione di Batta Malagna. Durante l'estate, forse, vi capiterà di dover leggere il più famoso romanzo di Pirandello... eccolo qui condensato in pochi minuti! Altra importante tematica del romanzo è la solitudine (mi trovai qui solo, mangiato dalla noia). Pascal ne copre pietosamente il viso con un fazzoletto, e fugge, ritornando a Nizza per partirne il giorno stesso. Iscriviti a Yahoo Answers e ricevi 100 punti oggi stesso. Sono intanto trascorsi due anni e arrivato al paese, Mattia scopre che la moglie si è risposata con Pomino e ha avuto una bambina. Gli parve che questo nome quadrasse bene con il suo aspetto e si battezzò "Adriano Meis". Una crisi di identità ben rappresentata da Luigi Pirandello. Egli è intollerante ai comportamenti della suocera, la vedova Pescatore, Marianna Dondi, ed ella è una delle numerose cause che condurranno Mattia alla decisione di fuga; essa infatti si può considerare l'antagonista di Mattia, e dunque tormentatrice della sua vita coniugale. Altre domande? Pascal cerca di trovare un'occupazione, ma non ci riesce. Si può dedurre anche dal fatto che ci sono i treni e l'elettricità e il Ponte Umberto I a Roma. La giovane gli rivela la sciagura che le è capitata e gli chiede di opporsi alla madre e di "indurla a più giusti consigli", dato che lei voleva restare fedele a Mattia. Si innamora, ricambiato, di Adriana, la dolce e mite figlia del padrone di casa, Anselmo Paleari, e vuole sposarla, tentando di dar luogo ad una nuova vita stabile. Mattia e Pomino temono che l'uomo stia combattendo con la cugina per avere un figlio da Romilda. Zia di Mattia, che aiuta sia la cognata sia il nipote nei momenti di difficoltà, e cerca inutilmente di aprire gli occhi alla cognata, mentre Batta Malagna continua a danneggiarli. Da un punto di vista economico, egli possiede dei poderi, ma spesso parla di una mancanza di qualsiasi capacità, quindi di un'inettitudine da parte di Batta Malagna, una persona avida, che contribuisce a creare i problemi economici del Pascal. Viene aiutato da un vecchio mugnaio di nome Filippo, che lo fa sedere sotto un albero e gli parla della madre e del padre del protagonista. 1) Si è sciolto con il caldo _E' estremizzato il bisogno dell'uomo di darsi una maschera per vivere in società, forma che oltre ad essere, secondo l'autore, necessaria è anche difficilmente sostituibile dato che l'individuo, o meglio la sua maschera, dal momento in cui nasce vanno a far parte di un gran meccanismo che non può rompersi e per questo, ognuno è costretto a recitare la sua parte senza neanche chiedersi il perché. -In cuor di donna quanto dura amore? [1] Mattia Pascal, intrappolato in un matrimonio non pianificato, da una situazione economica disastrata dall’inettitudine sua e di sua madre, coglie l’occasione della sua presunta morte, dichiarata a causa del ritrovamento di un corpo durante una “fuga” a Montecarlo (nel cui Casinò aveva vinto un’ingente somma), per iniziare una nuova vita, prima itinerante e poi a Roma, sotto il falso nome di Adriano Meis. Il suo vero nome sarebbe stato Francesco, o Giovanni, di cognome Del Cinque, narra Mattia nel racconto; anche se dice che tutti lo chiamavano Pinzone e che infine si presentava lui stesso come Pinzone. Mattia Pascal vive a Miragno, dove il padre ha lasciato in eredità la miniera di zolfo alla moglie e ai due figli. Ragazza del paese, povera e onesta e corteggiata da Mattia. Fabula e intreccio non coincidono. Ormai non può più lavorare e tutta la sua vita è dedicata alla lettura, alla filosofia ed alle riflessioni sul suo tema preferito: l'occulto. Nel 1937 è ancora la volta di un regista francese, Pierre Chenal, che scelse Pierre Blanchar come protagonista per il suo Il fu Mattia Pascal. Infatti, non essendo registrato all'anagrafe, non può sposare Adriana, non può denunciare il furto subìto da Terenzio Papiano, un losco individuo penetrato nella sua stanza per rubare del denaro, e non può svolgere alcuna delle normali attività quotidiane, poiché privo di identità. Dunque la madre non ha mai voluto mandarli a scuola e così un tal Pinzone divenne il loro precettore, il quale allevò i due con false citazioni di autori inventati, per cui Mattia aveva ricevuto una educazione che rasentava l'analfabetismo. Progettato nel 1903 e pubblicato l’anno successivo sulla “Nuova Antologia”, Il fu Mattia Pascal parte da un episodio umoristico (“un caso [...] strano e diverso”) che ben illustra la poetica pirandelliana: un uomo - tale Mattia Pascal - è creduto morto da amici, familiari e compaesani e sfrutta questo equivoco per cominciare una nuova vita, sotto le mentite spoglie di Adriano Meis. Nel medesimo anno fu distribuita anche una pellicola di produzione italiana firmata sempre da Chenal dallo stesso titolo. Il fu Mattia Pascal - Capitolo 15 - Io e l'ombra mia. Sono tre le trasposizioni cinematografiche dell'opera di Pirandello. adriano meis doppio identità Il fu Mattia Pascal maschera Pirandello umorismo 2013-09-08 _La realtà è concepita unicamente come una formalità: non è tanto importante che una cosa sia vera ma basta che possa esserlo e si sfrutta ciò finché qualcuno non dimostra l'opposto; ad esempio nel racconto, a nessuno importa se Mattia sia morto veramente, l'importante che lui non torni (potrebbe anche essere morto davvero o no è uguale!) Nelle vesti di Adriano Meis egli porta i capelli lunghi che lo fanno assomigliare ad un "filosofo tedesco", è sbarbato e col tempo si fa correggere il suo difetto all'occhio con un'operazione chirurgica. Ha un viso lungo incorniciato da baffi melensi e pizzo; il pancione languido che sembra arrivare fino a terra, le gambe corte e tozze: secondo Mattia, ha il volto e il corpo che più non si addicono ad un ladro come lui. Il fu Mattia Pascal di Pirandello: temi, trama, analisi e tutto quello che c'è da sapere Vita e pensiero di Luigi Pirandello con temi, trama e analisi de il fu Mattia pascal per la … Fu il primo grande successo di Pirandello, scritto nelle notti di veglia alla moglie, Maria Antonietta Portulano, paralizzata alle gambe.[1]. Con la piccola viene a mancare anche la madre di Mattia, nello stesso giorno e quasi nella stessa ora. _La maschera, così come l'appartenere ad un gruppo, il calarsi in una trappola è inteso come necessario perché l'uomo come singolo non ha alcun valore se non per se stesso, e nessuna possibilità di essere veramente libero di decidere arbitrariamente o quasi della propria esistenza. La più recente versione è italiana: nel 1985 Mario Monicelli dirige Le due vite di Mattia Pascal, una versione trasferita ai giorni nostri, con Marcello Mastroianni. Il personaggio si dimostra essere un attento osservatore della realtà e della società che lo circonda narrando fatti accaduti che riguardano altre persone che fanno parte della sua vita, infatti ad ognuna di esse offre una caratterizzazione fisica e psicologica. Finge così un suicidio e, lasciato il suo bastone e il suo cappello vicino a un ponte del Tevere, ritorna a Miragno sotto il nome di Mattia Pascal. Conosce Romilda. La vedova Pescatore e Romilda non si dimostrano gentili con la madre di Mattia, e lui teme che, irritate dalla guardia che il giovane fa alla madre, la trattino male. Salta il punto di vista unico in quanto il personaggio-protagonista-narratore, che racconta in prima persona, non è unico ma si “sdoppia”, anzi si “triplica”: Mattia Pascal, Adriano Meis, il fu Mattia Pascal. Suo padre viaggiava e seppe arricchirsi giocando a carte con un capitano inglese di Liverpool. La prima frase : ”Una delle poche cose, anzi forse la sola che io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal” e l'ultima: “Io sono il fu Mattia Pascal” del romanzo affrontano il tema dell'identità, molto presente all'interno di tutta la narrazione, durante la quale vengono prese in esame via via altre tematiche; tra queste la morte (dopo la mia terza, ultima e definitiva morte) che non solo riguarda quella molteplice di Mattia Pascal, ma anche quella del padre, della madre e delle figlie dello stesso protagonista, ma anche quella del pallidissimo giovane suicidatosi dopo avere perso tutto ciò che aveva al Casinò di Montecarlo. l'identità, il destino, la libertà. Grottesco antieroe, Mattia Pascal è uomo senza LUIGI PIRANDELLO IL FU MATTIA PASCAL, TRAMA: Dopo la morte del padre, che aveva fatto fortuna al gioco, la madre di Mattia, il protagonista, il quale ha pure un fratello di nome Roberto, sceglie di dare in gestione l’eredità del Anche per quanto riguarda altri aspetti (come i sentimenti) Malagna è sempre pronto ad agire con egoismo e avidità: ad esempio il caso di Oliva, ragazza amata da Mattia ma successivamente sposa di Malagna, che viene trattata male poiché non riesce a dargli un erede. I temi che vengono affrontati nel “Fu Mattia Pascal” sono molteplici ma tra i principali si ricordano il tema della forma, quello della famiglia, quello dell’identità,quello dell’ “inettitudine”, e infine quello del “gioco d’azzardo e dello Il romanzo forse più riuscito e vitale dell’intera produzione pirandelliana. Ma ben presto si rende conto che la sua esistenza è fittizia. 1904 e il 1908.9 Con il romanzo Il fu Mattia Pascal e già nell'Esclusa (pubblicata nel 1901), come pure con il saggio L'umorismo, rafforza le basi della nuova poetica. Descrizione dei temi principali che si riscontrano nell' opera Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello: Vitalismo, fissazione o maschera, la trappola, la filosofia del lontano, umorismo. Tuttavia dopo una relazione si trova costretto a sposarla. Mattia ha un particolare rapporto di devozione e di affetto nei confronti della donna che l'ha messo al mondo. Mattia ha una vera e propria devozione nei riguardi di sua madre, il rapporto fra i due è di tenerezza e stima. Questi avvenimenti storici sono realmente accaduti rispettivamente nel periodo estivo del 1901, quindi Pascal inizierebbe la sua avventura verso l’inizio di quell’anno. Fugge di casa con la cognata ma la morte la colpisce dopo poco, a causa degli affanni e dei feroci litigi subiti in precedenza. Paleari è un uomo completamente estraneo alla realtà che lo circonda a causa delle sue grandi riflessioni che espone continuamente al povero Pascal-Meis, come la "lanterninosofia". È sempre stata molto buona con i figli e non ha mai fatto mancare loro niente, neanche nei periodi nei quali, per colpa di Batta Malagna, la famiglia era sommersa dai debiti. Sebbene sconvolto, comprende presto che, credendolo tutti morto, può avere un'altra vita. È una ragazza pura, gentile, educatissima, tenera e discreta ma allo stesso tempo è responsabile di se stessa e di tutta la famiglia. Il protagonista capisce che Romilda non ha fatto nulla di male per far credere a Malagna di essere il padre del bambino che lei aspetta.